Stephen Markley – Ohio

Ogni libro ha il suo momento, quando ho comprato Ohio mi sono fidata del consiglio del mio librario più che della mia ispirazione e ho fatto bene.

Nel 2013 le vite di quattro ex compagni di classe al liceo di New Canaan si incrociano nuovamente in città, ognuna con una personale missione legata agli anni del liceo da compiere.

Il romanzo è composto da sei blocchi, il primo e l’ultimo dei quali affidato al narratore, i quattro blocchi centrali raccontano il giorno dell’incontro dal punto di vista dei quattro ex studenti. Detto così non sembrerebbe niente di che se non fosse che l’azione contemporanea si alterna a ricordi degli anni del liceo aggiungendo tassello dopo tassello alla verità di ognuno in una sorta di costruzione corale di un’atmosfera e di una realtà.

Ohio non è solo il racconto di un ritorno nei luoghi del proprio passato, è soprattutto il racconto crudo degli anni dell’adolescenza, fucina di rimpianti, rimorsi e segreti inconfessabili. Stephen Markley costruisce dei personaggi pieni di sfaccettature e li cala in una America totalmente diversa da quella edulcorata di tanti prodotti televisivi e cinematografici. Proprio pochi mesi fa ho letto Questa è l’America di Francesco Costa e mi ha aiutata molto a comprendere le atmosfere di Ohio, l’abuso di farmaci e sostanze, il dibattito sugli interventi militari statunitensi, la sensazione di innocenza perduta che pervade l’intero romanzo.

La prima metà di Ohio si legge senza accorgersi del tempo che passa, con una mano che rimesta nello stomaco ogni sensazione compresa o vissuta, la seconda metà, pur mantenendo inalterata la percezione del tempo che passa in fretta, diventa più truce, a tratti troppo, e la scrittura densa perde un po’ di equilibrio in favore dell’eccesso. Ma sono minuzie in un romanzo di oltre 500 pagine capace di raccontare non soltanto una storia ma anche un pezzo significativo di un paese come gli Stati Uniti.

Consigliato per gli amanti delle narrazioni intense, avvincenti e calate in un contesto preciso. E anche per chi ha voglia di risentire un po’ di quelle sensazioni struggenti tipiche dell’adolescenza.

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