Nel giro di regali natalizi a me è capitato il libro premio Nobel per la letteratura del 2021: Sulla riva del mare di Abdulrazak Gurnah.

In breve: un rifugiato di Zanzibar giunge in Inghilterra fingendo di non parlare la lingua. Per aiutarlo nell’inserimento viene messo in contatto con un suo conterraneo che, si scoprirà leggendo, condivide con lui un oscuro passato.

Inizialmente si viene trasportati nel mondo grigio del rifugiato, talvolta trattato come fosse un bambino che dovrebbe essere grato del poco che gli viene dato dal paese ospitante e non un essere umano che, benché abbia conservato la vita, ha in realtà perso tutto ciò che ha costituito la sua vita precedente. In seguito, con il disvelarsi del rapporto che unisce i due uomini, si entra in una delle tante tragiche storie di colonialismo europeo che, visto con gli occhi dei colonizzati, assume contorni che si discostano molto dai trionfalismi europei e dalle colpe africane con cui queste storie sono state spesso raccontate.

Ho impiegato un pochino per entrare nel libro, vuoi per il periodo in cui avevo difficoltà a leggere, vuoi perché quando l’ho iniziato non ero sicurissima di voler viaggiare con la mente in quella parte di mondo là, però una volta entrata dentro il cuore del romanzo non sono riuscita a staccarmene, assorbita da una Storia che non conoscevo quasi per niente e dentro la quale venivano inserite vicende umane che spesso sono tristemente le stesse indipendentemente dai luoghi e dai contesti storici.

Consigliato per chi ama libri con un contesto storico preciso, magari in Africa.

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