Sergio Staino – Storia sentimentale del PCI

Come prevedibile, la fine del 2020 e l’inizio del 2021 hanno portato una lunga serie di libri dedicati al centenario della nascita del PCI. Avevo già detto due parole sul libro di Ezio Mauro La dannazione, ne dirò quattro su Storia sentimentale del PCI, Edizioni Piemme, di Sergio Staino.

C’è chiaramente un conflitto di interessi in questa mia scelta poiché ne conoscevo quasi a memoria il contenuto già prima dell’uscita però mi piace parlarne perché ha un approccio totalmente diverso dal saggio di Ezio Mauro, prima di tutto proprio perché non è un saggio. La storia sentimentale di cui parla Staino, infatti, è la sua con la sinistra italiana, quella nata in una famiglia contadina tosco-lucana, cresciuta nella FGCI, nei marxisti-leninisti filo-cinesi, maturata nel PCI e poi confluita nella scia PDS, DS e PD. Un storia comune a tanti come lui se non in toto almeno in parte.

Dall’assalto alla casa del fascio di Piancastagnaio nel 1943 fino alle poco gloriose vicende del PD attuale, Staino ripercorre le sue vicende col Partito Comunista Italiano alternando aneddoti personali e dietro le quinte non sempre edificanti. Ecco, si può dire che un po’ come Bobo, Staino nelle pagine di Storia sentimentale del PCI non risparmia nessuno, tanto meno se stesso. Si parla di povertà, di dignità, di umanità, di solidarietà ma anche di inutili dogmatismi e dubbi che scavavano nelle verità assolute di quella che a tratti è stata una vera e propria fede.

Questa storia sentimentale non va letta come un saggio vero e proprio ma come una evocazione del clima culturale di Firenze e dell’Italia dagli anni ’40 ad oggi. Un po’ come i Macchiaioli, Staino, che non è solo un disegnatore satirico, spande con sapienza narrativa macchie di questa esperienza lunga un secolo. Per approfondire i vari spunti storici che lascia cadere qua e là ci sono sempre i saggi, questa è la storia di una (e di tante altre) persone e in quanto tale intrisa di riflessioni e sentimenti.

Consigliato per chi è incuriosito dallo Staino narratore (ci sono pochissime vignette o particolari di strisce) e per chi ha voglia di tuffarsi nel passato con la speranza di trovare gli elementi per rispondere alla domanda: cosa è andato storto?

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