Juli Zeh – Turbine

Preso direttamente dalle mani di uno dei due librai della mia libreria di fiducia, Turbine è stato un libro in cui sono entrata con un po’ di fatica, non tanto per il libro in sé quanto perché dopo che sei stata nel cuore scuro degli Stati Uniti contemporanei e nel Cile di inizio Novecento, è difficile trovarsi in un quieto paesino della ex DDR a 40 chilometri da Berlino.

In breve: una ditta decide d’impiantare un gruppo di turbine eoliche nelle immediate vicinanze del paesino fittizio di Unterleuten. L’occasione permette all’autrice di indagare i rapporti che intercorrono all’interno della piccola comunità, tra rivalità, gelosie e le conseguenze ancora irrisolte della caduta del muro di Berlino.

Questo romanzo corale è interessante perché si può leggere su vari livelli ed è una piccola lezione sull’importanza dei punti di vista, delle supposizioni che si fanno partendo dalle nostre idee e non da quelle delle persone su cui le supposizioni vengono fatte. I personaggi sono psicologicamente ben tracciati, con le loro contraddizioni e punti oscuri, tanto che non si sa mai con certezza che cosa aspettarsi dal successivo capitolo, e l’affresco della società contemporanea è molto credibile e godibile.

In fine dei conti, a dispetto della mole, Turbine si legge volentieri e anche abbastanza rapidamente.

Consigliato per chi cerca un romanzo capace di distruggere ogni certezza costruita sui personaggi via via che li conosce.


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