Ho sempre avuto dei problemi di costanza con le serie televisive cominciando spesso con un momento di binge seguito dal nulla cosmico e dalla perdita di interesse. La produzione di Netflix The Crown, ha sovvertito questo mio approccio. Averla iniziata a metà marzo del 2020 ha sicuramente aiutato ma non è l’unico elemento che ha giocato a suo favore.

La serie, che racconta in maniera più o meno veritiera il regno di Elisabetta II, è costruita in maniera tale che vada assaporata puntata dopo puntata. Lenta il giusto, non fa venire voglia di vederne più di due puntate di seguito (generalmente) è interessante perché si può guardare su diversi livelli (storico, psicologico, familiare, politico, giuridico) e ognuno di questi livelli può portare a riflessioni che esulano dalla vita della corona inglese in senso stretto.

Nelle prime due stagioni il centro è la necessità di soppesare continuamente le parti in gioco: il proprio io o la corona. Nella terza e quarta stagioni ormai si sa che la Regina sceglierà sempre la corona ma ogni puntata rimane un piccolo film e se non altro un modo per vedere la straordinaria Olivia Colman all’opera (ma è difficile trovare un attore che non sia bravo). La quinta e la sesta sono molto attese.

Consigliato per appassionati di serie inserite in precisi contesti storici e politici e per chi non necessità di continui colpi di adrenalina per rimanere incollato ad una serie.

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