Quando ero in Africa… – 14 – Hymn practice, assembly e sport

Tutti i giovedì mattina per tutte le classi a partire dallo standard 1 (ma forse anche dal grade 2, non ricordo con esattezza) si svolgeva la cosiddetta hymn practice. Le classi erano invitate a presentarsi nella grande sala delle assemblee, a disporsi ordinatamente in file (più vicine al palco le seconde e via via i bambini più grandi, a ogni fila corrispondeva una classe) e seguire le indicazioni di Mr Thurlow. Per non so quanto tempo dovevamo stare seduti per terra, su un pavimento marmato, a cantare canzoni generalmente a sfondo religioso o, in periodo vicino al Natale (nonché fine dell’anno scolastico), le Christmas carols. La bibliotecaria Mrs Wigzell ci accompagnava al pianoforte e i testi venivano proiettati su un telo che veniva calato sul palco della sala. Questo spiegherebbe anche l’assenza delle prime.

Tutta questa esercitazione era propedeutica all’assemblea che veniva convocata ogni venerdì mattina per tutta la scuola, prime incluse, e durante la quale il preside ci dava informazioni che riguardavano noi e la scuola, distribuiva la newsletter settimanale e invitava i capitani delle varie squadre scolastiche ad alzarsi in piedi e comunicare alla scuola i risultati delle partite che si erano giocate in settimana. Il tutto intervallato dai canti che avevamo provato il giovedì. Alla fine dell’assemblea ci alzavamo in piedi e cantavamo l’inno nazionale. I primi tempi qualche volta cantavamo il vecchio inno afrikaans Die Stem van Suid-Afrika, poi passammo definitivamente all’appena istituito Nkosi sikelel’ Afrika. In entrambi i casi creandomi non poche difficoltà poiché la lingua era astrusa in ogni caso e soprattutto il primo lo avevo sentito ben poche volte.

Non è una delle versioni migliori dell’inno ma ha il pregio di avere il testo per chi volesse farsi un’idea dell’entità delle difficoltà linguistiche con cui mi scontrai.

Ogni scuola aveva la sua squadra per vari sport e partecipava a un campionato fra scuole. Ogni sport aveva la sua stagione, ad esempio il cricket era estivo, l’atletica era autunnale. Io, in particolare, in quegli anni giocai nella squadra di cricket* (unica femmina della squadra e probabilmente del campionato), di netball (uno sport simile al basket in cui non si palleggia, una volta bloccata la palla si può solo fare perno su un piede, i canestri sono più stretti e più bassi, la palla è più leggera ed era riservato alle sole femmine), di atletica (correvo la terza frazione nella staffetta), di tennis ma non credo di essere mai stata un granché brava da meritarmi di giocare le partite o comunque non ne ho ricordo. Oltre a questi sport stagionali per conto della scuola, praticavo anche il karate per tutto l’anno ma non a livello competitivo, era il maestro Edward Jardine che usava i locali della scuola per le sue lezioni di Ryukyu Kobujutsu.

Io e i miei capelli proviamo le basi del karate in veranda

Non ho mai eccelso in nessuna delle discipline che ho citato ma le ho sempre praticate con gioia. Nel cricket in particolare arrivavo molto raramente a battere e le poche volte che mi è capitato non ho mai superato le 4 runs prima di essere eliminata. Anche come giocatrice di campo non ero un granché: il mio massimo apporto alla squadra si concretizzò la volta in cui raccolsi la pallina che mi era arrivata vicina e la lanciai a un giocatore della mia squadra che si trovava sufficientemente vicino ai wicket per poter eliminare uno dei due battitori che ancora non aveva raggiunto la zona oltre la quale si faceva punto. Il mio lancio però non voleva andare al compagno che lo ricevette bensì a uno posizionato meglio. Poco male, il risultato fu positivo ma dentro me, il mio io giudicante, mi ricordò per anni che avevo sbagliato lancio.

Scopro in questi giorni in cui confronto i miei ricordi con quelli dei miei genitori che benché non mi considerassi un granché ero comunque sufficientemente brava per far parte della squadra e che in ogni caso probabilmente detengo la palma di prima femmina ad essere selezionata per la squadra di cricket della Jeppe High Preparatory School. Son comunque soddisfazioni.

Un pomeriggio di cricket fuori dalla competizione scolastica

* per le regole del cricket (da non confondere con il croquet giocato dalla regina di cuori di Alice nel paese delle meraviglie) vi rimando a Wikipedia cliccando qui.

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